I giovani iniziano presto a fumare

Si inizia a fumare prima, ci dicono i dati ISTAT. In cinque anni è aumentato del 60% il numero degli adolescenti che hanno acceso la loro prima sigaretta non ancora quattordicenni. Il 12% dei giovani tra i 13 e i 17 anni è fumatore e il 44% si dichiara certo di poter smettere quando vuole.

I genitori sono parte in causa nella prevenzione del fumo tra i giovani, soprattutto perché spesso sono proprio loro il motore che accende la prima sigaretta: il 31% dei ragazzini tra i dieci e i tredici anni confessa, infatti, di aver rubato la prima sigaretta proprio ai genitori, il 61% di averla avuta da un amico e il 7% di aver comprato il pacchetto dal tabaccaio.

I genitori, dicono gli esperti, dovrebbero vivere questo loro vizio come un'abitudine privata e non condivisa con i figli dentro casa. Il 28,9% dei figli di fumatori fuma a sua volta, contro il 7,6% dei figli dei non fumatori. Il 76% dei giovani under-16 va, inoltre, in tabaccheria a comprare il pacchetto di sigarette per i genitori.

"Abbiamo scoperto le sigarette in camera di Lorenzo"

Nostro figlio Lorenzo ha quindici anni. E' un po' di tempo che lo vediamo soffrire perché non sa organizzarsi il tempo libero, a casa continua a mangiare e non si inventa niente per far venir sera. Non pratica più sport dove era impegnato qualche volta alla settimana. Da qualche mese si rifrequenta con un "vecchio" compagno di squadra. 
Proprio ieri per caso abbiamo trovato nella sua camera un pacchetto di sigarette. Non sapendo cosa fare, abbiamo aspettato. 
Il giorno dopo ho accompagnato Lorenzo in auto dalla nonna. Durante il tragitto in auto gli ho semplicemente ridato il pacchetto, spiegandogli che lo avevo trovato per caso. Senza sgridarlo o rimproverarlo gliel'ho ridato dicendo solo di riguardarsi e di volersi bene. Prima di salutarlo, gli ho solo detto se lo voleva tenere o lo voleva lasciare in macchina. Sfilando il pacchetto dalla tasca e mettendolo nel cassettino porta oggetti, mi ha detto: "... lo lascio qui". Era tempo che non accompagnavo Lorenzo in auto, ma questa volta l'ho fatto per parlargli con calma.

Bruno
(Bologna)

Caro Bruno, vedo molto positive le tue dimostrazioni di rispetto nei confronti di Lorenzo, sono importanti a 15 anni e dintorni. Restituirgli il pacchetto, evitare le sgridate, invitarlo a "volersi bene", lasciarlo libero di tenere le sigarette o lasciarle in auto, sono comportamenti che comunicano a Lorenzo "rispetto la tua autonomia". E' una buona pista che suggerirei di proseguire allargando il dialogo con lui. In quali situazioni Lorenzo si sente più a suo agio e quindi è più facile la conversazione? In auto? Durante una passeggiata? Mentre si mangia insieme qualcosa?

Scrivi che Lorenzo soffre perché non sa organizzarsi il tempo libero. Ci potrebbero però essere altri motivi di disagio. Come scoprirli? Suggerirei di mettersi in ascolto di lui e della sua sofferenza, anche quando è silenziosa o muta. Lui si accorgerà di questa vostra disponibilità, che potrà facilitare la comunicazione. Suggerirei quindi di porre attenzione più su Lorenzo e il suo disagio piuttosto che sul troppo mangiare e sulle perdite di tempo.

L'attività fisica può essere un aiuto per il suo equilibrio psicofisico, che potrebbe tra l'altro ridurre gli stimoli al fumo, però è una scelta in cui lo coinvolgerei, aiutandolo anche a far emergere i suoi gusti.

Marco Manica

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  • Sottotitolo: Amici e genitori sono gli stimoli più frequenti al fumo negli adolescenti

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Venerdì, 15/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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