Dichiarare il nostro amore

L'11 settembre 2001, le centinaia di persone che non erano rimaste subito uccise dal primo impatto degli aerei contro il World Trade Center erano intrappolate, ma potevano ancora comunicare con i cellulari. Altre, passeggere di un volo sulla Pennsylvania, sapevano di essere ormai condannate. Qual è stato il messaggio ripetuto più volte da coloro che sono riusciti a collegarsi con i familiari? Erano istruzioni su dove trovare testamenti o polizze di assicurazione sulla vita? Hanno detto ai mariti o alle mogli cosa fare per vendere la casa? No, erano le ultime cose che avevano in mente. Continuavano invece a ripetere: "Tesoro, ricordati che ti amo", oppure: "Per favore, dì ai bambini quanto li amo". E, se ne avevano il tempo, alcuni dicevano: "Per favore, chiama mia madre e dille che le voglio bene".

L'essenza della nostra esistenza non ha quasi niente a che fare con le case, i conti in banca o i successi professionali. Ha a che fare solo con l'amore. E per una molteplicità di ragioni dichiariamo il nostro amore troppo raramente - se mai lo dichiariamo – a molte delle persone a cui vogliamo bene.

Alan Loy Mc Ginnis, La terapia dell'amicizia, Gribaudi, pp 49-50

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Martedì, 17/10/2017

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