"Non voglio mangiare!!... Voglio giocare!.."

Ci siamo di nuovo con i soliti capricci! Voglio il gelato! Comprami gelato! Non ho voglia di alzarmi, resto a letto! Ridammi il mio orsacchiotto! La lista può essere interminabile, alimentata dalla fantasia dei bambini e dalle situazioni che presenta la vita. I bambini dimostrano a volte un’abilità sviluppata nella loro strategia di attacco: insistono con energia nelle richieste, sapendo che così otterranno.

La battaglia può diventare impari e farsi estenuante perché le energie del piccolo sono quasi illimitate rispetto a quelle di papà e mamma, inoltre lui ha la possibilità di concentrarsi esclusivamente su quella piccola cosa che vuole ottenere, mentre l’adulto deve far fronte contemporaneamente a molte altre cose. Attenzione quindi a non lasciarsi prendere in ostaggio dal frugolino.
Che cosa fare e che cosa invece evitare in questi casi? Che cosa dire, come rispondere e come dirlo? Maria Ria Parsi, nel suo Manuale anti-ansia per genitori (edizioni San Paolo), ci offre alcune indicazioni.

  1. Capire se il capriccio è solo un pretesto per ottenere in fretta la cosa richiesta. È quindi importante ascoltare il bambino, anche per non liquidare sbrigativamente la questione. Quindi aiutarlo ad esprimere con chiarezza i motivi alla base delle sue proteste.
  2. Studiare con lui possibili soluzioni (non imporre sempre e solo la nostra conclusione). In questo modo potremo offrirgli dei suggerimenti per risolvere il problema.
  3. Vincere la tentazione di cedere immediatamente: forse siamo molto stanchi e il bambino sa approfittare molto bene di questi momenti di vulnerabilità. Ma è più saggio resistere alla tentazione di dargli subito quello che chiede, per liberarci dai suoi pianti e dalle sue grida. Reagendo così lo incoraggiamo a ripetere lo stesso comportamento - i capricci - in occasioni future. Equivale a comunicargli: “se vuoi qualche cosa, fa i capricci e vedrai che la otterrai presto e sempre”.
  4. Attenzione! La cultura del tutto e subito è dilagante. Promuoviamo in famiglia la cultura dell'attesa. Facciamo circolare più spesso in casa parole e frasi del tipo:  attendere, pazienza, aspettare, Ci vuole del tempo per ottenere questo..., Prima di questo, non ti sembra importante quest'altra cosa?..., Quanto tempo occorre secondo te per ottenere quello che vuoi?... Che cosa ci vuole per avere quello che chiedi?   Con queste domande si allena il bambino a riflettere e a riconoscere i passaggi successivi che occorrono per arrivare a un certo obiettivo e il tempo che serve.
  5. Il capriccio manifesta un disagio: è bene approfondire le cause che stanno alla sua base. Vorrei capire meglio che cosa vuoi... Mi fai capire perché è tanto importante per te in questo momento?... Se mi dici qualcosa di più della tua rabbia forse ti posso aiutare... Vorrei capire sul serio perché sei così arrabbiato, solo per aiutarti di più...

Offriamo quindi ascolto e attenzione invece di regali e immediata soddisfazione di richieste.

 

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  • Sottotitolo: Che cosa dire, che cosa rispondere ai capricci del piccolo

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Domenica, 17/12/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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