“O si fa a modo mio o non si fa niente”

Si percepisce freddezza, distacco. Le conversazioni tra lui e lei si limitano agli scambi di informazione su chi deve fare che cosa. Se uno dei due avvia il dialogo su come sta andando il loro rapporto, dopo i primi scambi di opinione e l’esposizione del proprio punto di vista, si scivola facilmente nello scambio reciproco di lamentele e accuse che non fanno che acuire la sofferenza di entrambi e non conducono ad alcun progresso nella comunicazione.

“Alcune coppie si limitano a vivere in un freddo silenzio. Di fatto, ognuno dei due conduce una vita indipendente dal coniuge, sebbene vivano nella stessa casa. Si accusano a vicenda per il clima freddo della loro relazione”.
Che cosa spinge una coppia nella stagione invernale del matrimonio – come la chiama Gary Chapman, esperto consulente familiare - ? “In una parola, l’inflessibilità, cioè la mancanza di disponibilità a considerare i punti di vista dell’altra persona e a impegnarsi in vista di un accordo adeguato”. (G. Chapman, Le 4 stagioni del matrimonio, Elledici, 2010, pp 11-12).
Il motto che guida queste situazioni di stallo potrebbe essere: “O si fa a modo mio o non si fa niente”.
L’inflessibilità nasce da una sopravvalutazione del proprio punto di vista, come se fosse l’unico possibile, da un attaccamento esagerato al proprio giudizio. Oppure può dipendere dal puntiglio, da una presa di posizione per partito preso al fine di esercitare il proprio potere sull’altro, anziché ricercare sinceramente una soluzione insieme.
L’inflessibile pensa – e comunica - più o meno in questo modo: “La penso così. La mia è la visione giusta del problema. Quello che viene da me è migliore del tuo. Ho già ascoltato le tue ragioni e le ho già valutate insufficienti”.
Flessibile è il ramo che si piega al vento, il braccio che si muove armoniosamente, il bambino che corre, fa le capriole e si rialza. Flessibile è un pensiero che non ritorna costantemente su se stesso, ma che dimostra l’agilità di un acrobata che non resta aggrappato alla sbarra, ma l’abbandona con agilità ed eleganza per lanciarsi ad afferrare quella che gli passa il compagno. Accogliere e prendere il pensiero dell’altro, per valorizzarlo. Perché comprendiamo che la nostra visione delle situazioni è comunque parziale, per quanto oggettivo e acuto possa essere il nostro sguardo; è infatti umanamente impossibile poter considerare tutti gli aspetti effettivi di un problema.
Come uscirne? Alcuni passi da compiere per sbloccare gradualmente il contrasto.

  1. Consapevolezza. Rendermi conto che sto esagerando. Enfatizzo il mio punto di vista. Gonfio l’importanza del mio pensiero. Mi posso aiutare con delle domande: Sono proprio così sicuro che il mio punto di vista sia totalmente giusto? E’ vero che il punto di vista dell’altro non porti assolutamente nulla alla soluzione del problema?
  2. Valorizzare il pensiero dell’altro. Abbandonare la presa sul mio pensiero; dimostrarmi disponibile a mettere allo scoperto i lati vulnerabili del mio ragionamento, che l’altro mi può evidenziare.
  3. Scegliere di aprirsi al dialogo. Offrire all’altro la propria disponibilità a rivedere le proprie posizioni. Chiedere apertamente di farsi spiegare il punto di vista dell’altro.
  4. Esplicitare il proprio desiderio di avvicinamento. “Se continuiamo così non risolviamo nulla, non arriviamo a nulla. Dai che possiamo trovare insieme una soluzione…!”.
  5. Ridere insieme. Il primo dei due che ci riesce, fa una battuta spiritosa per ridere insieme sulla situazione ridicola in cui entrambi si sono cacciati.
  6. Un gesto affettuoso. Il contatto fisico può aiutare il riavvicinamento degli animi.

Additional Info

  • Sottotitolo: Come reagire in modo positivo quando la freddezza si insinua nella relazione

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Domenica, 22/10/2017

Ultimo aggiornamento03:21:24 AM

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