Azioni che comunicano molto

“Rimanete ai vostri posti e seguite le indicazioni che vi saranno impartite. Furono queste le ultime parole che i poveretti intrappolati nelle torri gemelle si sentirono dire dagli altoparlanti, la mattina dell’11 settembre del 2001.
L’imprevedibile, l’emergenza, tante volte evocata nelle prove di evacuazione era stavolta lì, drammatica ed enorme nella sua gravità.
Ma, nonostante l’enormità dell’accaduto, si pensava anche in questo caso di gestire l’emergenza, l’imprevedibile, con strumenti codificati, in grado di ridurre al minimo i rischi per le persone.

 In quella situazione, un cane trascinò il suo padrone non vedente giù per le scale; il cane non ascoltava gli inviti alla calma che giungevano dagli altoparlanti, seguiva il suo istinto; dopo pochi minuti la torre crollò, portandosi con sé la vita di migliaia di persone che avevano seguito le istruzioni dei sistemi di emergenza. Il cane e il suo padrone si salvarono".
(Francesco Bertolini, docente del Master in economia e management dell'energia e dell'ambiente, Di fronte al rischio come cani, ma senza istinto, in : Via Sarfatti 25.it il quotidiano della Bocconi, 30.09.2010).

Seguire solo il ragionamento o “quello che abbiamo sempre fatto” a volte può limitare la gamma del bene che possiamo agire. La logica ci dice di andare in una certa direzione, già collaudata, che ha dato buoni risultati in passato, ma è sempre efficace? Offre comunque da sola la soluzione migliore.

Una bambina di sei anni è perseguitata da Paolo, un bulletto della sua classe che la spintona e la malmena. Lei si lamenta a casa con i genitori una volta e un’altra. Passano le settimane e gli episodi di maltrattamento si ripetono. La logica suggerisce varie possibilità: parlare con l’insegnante, rivolgersi al preside, telefonare ai genitori del ragazzino, parlarne durante il prossimo consiglio di classe, dato che il bulletto è un disturbo anche per gli altri compagni.
Il papà ha invece un’intuizione che va alla radice del problema. Non si fissa sui maltrattamenti alla figlia, ma sul bambino che si sente spinto alla prepotenza. Quel papà salta la logica e fa funzionare il cuore. Prende la figlia e, dopo aver ragionato con lei e concordato il da farsi, l’accompagna in un negozio di giocattoli. Le dice: “E adesso scegliamo insieme un bel giocattolo per Paolo”. La bambina trova quello che le sembra possa piacergli di più. Il padre spiega nuovamente alla figlia i motivi di questo atteggiamento nei confronti di Paolo, ne riceve il consenso e le dice: “Domani porti questo a Paolo e gli dici: ti voglio bene”.
Paolo cambia radicalmente comportamento e diventa molto amico della bambina. Quel gesto di amicizia gratuito e senza condizioni ha avuto il potere di trasformare nell’intimo quel bambino.
Non è una storia inventata, è accaduto veramente.
 

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  • Sottotitolo: Con l’aiuto dell’intuizione, si possono scoprire comportamenti che risolvono situazioni problematiche meglio di tante parole

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Mercoledì, 18/10/2017

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